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Purtroppo
Purtroppo
Sei quel soffio d’erba
Che mi leniva il respiro spezzato
Da un ultimo dosso troppo aspro
Per gli anni appena iniziati
E subito a stare dietro a lui
Mio padre, migrante d’estate
In praterie alte e mute e odorose
Dov’era festa un poco la sera
Con lo scoppio del fuoco
Tra sassi all’aperto
Purtroppo
Sei quell’aquilone beffardo
Cartacrespa colorata di vapore
Che s’alzava oltre l’immaginazione
Lo rincorrevo come la piuma
Che mancava al mio volo di ragazzino
Buttato nel cinquantasei in un retrobottega
A leggere tabelline e sillabari usati
Mentre in piazza vecchi ambulanti
Tiravano fuori unguenti e pozioni d’inganno
Purtroppo
Sei quello sbalzo d’adolescente
Che incendiava il mio sangue
Talmente a fondo da ribollire i sensi
Era una scompiglio dappertutto
Oscuro accecante, violento a volte
Poi vennero le parole e il tempo
A disvelare un volto e altri dopo
Di donna pronta ad accompagnarmi
Con occhi chiusi e mani salde di passione
Là dove ci si perde
Per ritrovare l’anima in attesa
Purtroppo
Sei quel moto di ribellione
All’ordine in carne e alle teste declinate
Che più d’uno cercava di infilare
Nella mia storia ad un passo dal vivere appieno
Ricordo il gusto e la fatica
Di opporre rifiuti al dominio del gioco
Stendevo bandiere e fogli sparsi
Ovunque ci fosse un grumo d’intenti nuovi
La gente minore toccava la dura illusione
Ma era pur sempre insorta contro l’oblio
Purtroppo
Sei quella luce di notte
Che mi squarciava il tremito del petto
Sul crinale di una roccaforte
Dentro borghi di libertà e nuvole gonfie d’autunno
I miei passi sul camminamento ciottoloso
All’improvviso misuravano battiti di quiete
Non c’era più paura e neppure orgoglio
Nell’incedere trasfigurato dalla sorpresa, oddio1|
Che tutto era divenuto possibile e vicino
Dissolto in un frammento leggero d’incanto
Purtroppo
Sei tu
Piccolo vascello che ormeggi al mio porto
Scoglio di desideri e speranze taciute
Talvolta è per la burrasca in agguato
E allora posso tirare un sospiro
Talvolta è per attimi neppure consumati dalle onde
Ma sempre il destino è altro
Ritrovare il vento giusto di maestrale
Alle tue incerte, fragili vele
E salpare senza indugio con rotta dritta
Verso approdi di costiere predilette
Distese larghe e sicure all’impeto dell’inquietudine
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