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Frantumi
Un’insegna luminosa
Si alterna bianca e nera.
Lo stemma che aleggia come
Un angelo senza aureola.
Poi dentro quattro luci e un mondo
Intero che gusta panini caldie
Bibite alla spina dal sapore amaro
Con la bocca asciutta e ingorda di muffa.
Una bottiglia per dimenticare,
un’altra per ricordare,
una in meno per vivere.
Cicche buttate a seminare in cocci fetidi
Ancora accesi di speranze che
Si perdono al sabato sera
Dentro macchine che non ci sono,
sopra prati di asfalto che
spargono morti in un cimitero di festa,
mentre gente si guarda allo specchio e
d’incanto non trova il respiro vitale.
Simone di Biasio
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