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Il leggero segreto
È la mia sciarpa bagnata
di sale che non viene
dal mare a dolersi come
un cane senza padrone,
una foglia senza il suo ramo,
un ruscello senza letto che
scorre lungo le rive del tuo
cuore fradicio di ipocrisie.
È il mio palato goloso a
gustare i tuoi dolori silenti
nel seno di una madre che
sbotta ad un figlio già grande;
è la mia anima a pianger
la tua ormai senza forze.
Sono i tuoi occhi vicini
a sorridere in un giorno di
festa sprecata in un letto,
su cuscini che sembrano pozzi
di acqua sorgiva a fatica
portata quassù come sfogo
di madre natura, rumoroso
silenzio di erba carezzata
da distese di fiume marino,
profumosa come pane da dita
pesanti e vetuste appena sfornato.
È il tramonto appena sentito
dietro nuvole grigie per gioco
di dadi che il fato scombina
su tavoli di cielo imbanditi
che ricorda il dolore profondo
di una sera ormai presto già notte,
di una vita ormai presto già morte
come grano dal sole imbiondito
senza che arrivi stagione propizia
a mutare le piume agli uccelli,
prima che raggi di sole abbronzato
sulla sabbia cadan già colorati
dischiudendo il leggero segreto
di una brezza gaudente al mattino.
Simone di Biasio
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