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Come
i miei occhi
Scosto le tende
della mia scrivania
E osservo il cielo aggrottato
Di case e tetti senza nome,
di alberi e piante senza forma.
Non capisco che il tempo scorre,
lo scorgo dalle pagine che scrivo,
lo butto nei libri già sudati e assetati,
aspettando che domani arrivi presto.
Non conosco questa mia malinconia
E so che altro non da se non frutti
Dal sapore acerbo e sconsolato,
come questa vita che mi scorre
davanti agli occhi timorosi di nulla;
l’incerto ci aspetta, l’estate che viene
senza sapere come sarà l’inverno,
freddo, caldo o come i miei occhi.
Simone di Biasio
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