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Cosa hanno in comune Sperlonga e due personaggi
storici come Mazzini e Garibaldi?

All’apparenza nulla. Eppure hanno tutti e due qualcosa a che vedere con il mito. Ulisse, lo sappiamo, è il protagonista dell’Odissea in cui Omero narra le gesta del navigatore che affrontò la maga Circe e conobbe le acque del sud pontino. Gli scavi archeologici degli anni ’70 a Sperlonga  riportarono alla luce diverse opere scultoree che ne raffigurano le avventure e che servivano a decorare la villa dell’imperatore romano Tiberio. Centinaia di anni dopo - martedì scorso - a Sperlonga si parla di ‘ Mazzini e Garibaldi tra vita e mito’. Non un convegno ma un ‘colloquio sperlongano’ che si inserisce nella programmazione della settimana culturale del ‘Premio Grotta di Tiberio’. Ospite d’eccezione Annita Garibaldi, discendente del noto fondatore dell’unità d’Italia e visceralmente appassionata della vita di un personaggio così importante per la storia del nostro paese. Insieme a lei sono intervenuti Mario Di Napoli e Giuseppe Monsagrati rispettivamente docente e ordinario di storia contemporanea all’università ‘La Sapienza’ di Roma. È vero che Mazzini fu recluso nel carcere di Gaeta, ma non solo per questo è vicino alla storia della nostra costa. Anche lui fu il protagonista di una lunga ‘Odissea’, quella legata all’identità dell’Italia. Mazzini fu svezzato da giovanissimo dai carbonari e proprio in quel periodo iniziò a maturare una coscienza che aveva qualcosa a che fare con la politica. Era un ragazzo pieno di entusiasmo, leggeva Byron e Foscolo. Era un romantico. Fu esiliato da quella che considerava la sua patria ed è paradossalmente all’estero che costruì la sua visione politica fondando ‘La Giovine Italia’, che somigliava ad un partito politico. ‘Il pensiero è azione’ era il suo motto. Ad ogni analisi teorica deve corrispondere un obbiettivo pratico. Per lui, dice Cattaneo ‘anche una sconfitta è una vittoria, purché si combatta’. Garibaldi aveva solo due anni in meno di lui. E faceva il marinaio. Navigò tanto e conobbe paesi e popoli diversi. Non si sa bene quando e come abbia conosciuto il pensiero mazziniano, sta di fatto che nel 1834 salpò verso l’America latina con una condanna a morte per fatti mazziniani. Le loro vite parallele sono una splendida concatenazione di eventi e di emozioni, a volte poco desiderabili. Ma ne è valsa la pena. In questi anni ricorre il bicentenario dalla nascita dei due eroi viaggiatori e così, a cavallo tra le due ricorrenze - 2005 e 2007 - anche Sperlonga ha voluto ricordare la loro vita.

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Ultimo aggiornamento: 09-ott-2008

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