Un viaggio
Omaggio
ad Albino Cece
Affettano
l’aria le mie ali bianche. Mentre il vento scivola via sul mio corpo robusto
e immacolato, sento il rumore lento e ritmico del battito. Un fruscio dolce
e possente che nessuno, a parte me, può sentire.
Mi sono
alzato in volo per un giro di perlustrazione questa mattina con la voglia di
fare una gita oltre il mare, dove non troverò pesci da beccare a filo
dell’acqua. Non importa. Se avrò fame tornerò indietro. Dalla spiaggia di
Bazzano a Sperlonga ho preso il volo e ho proseguito verso nord. Sotto di me
sfilavano una dietro l’altra le case del paesino arroccato. Non serve la
macchina del tempo qui. Basta saper osservare ed emozionarsi per lasciarsi
prendere per mano dalla fantasia e tuffarsi nella storia della nostra terra.
Mi piace
questo posto. Mi piace la sua energia, il suo carattere a volte presuntuoso,
a volte indiscreto, ma semplice e a guardar bene in alcuni momenti ancora
puro. Oggi ho voglia di scoprire. Scorrono sotto il mio petto candido tutte
le costruzioni vecchie e nuove, quelle in regola e quelle abusive (focolai
di guerra a destra e a manca), dal litorale fino a Fondi. La conca d’oro s’
incunea poi tra due colline. A sinistra il paesino di Monte San Biagio, a
destra il Santuario della Madonna della Rocca sul Monte Arcano.
Annuso
l’incenso delle antiche funzioni e immagino eremiti alla ricerca del
silenzio avvolto nella natura. È immacolata la tranquillità di un posto
segreto, proprio dietro l’angolo.
Lo custodisce
un drago, che da secoli veglia sull’antica chiesa. Scorgo due sorgenti, una
stalla e una grossa roccia sulla cui cima riposano antichi ruderi. È qui che
il monaco calabrese Gioacchino da Fiore è venuto a cercare la pace. Non
temeva la solitudine, lui, non era come noi, così visceralmente attaccati
alle nostre certezze.
Quel posto
oggi è dimenticato. Abbandonato dagli uomini che molto potrebbero imparare
dal passato. È Sant’Angelo del Pesclo, la chiesa di epoca presumibilmente
medievale, scoperta solo recentemente da alcuni studiosi del territorio e
inserita nell’ "Atlante delle fondazioni Florensi" di imminente
pubblicazione. Tendendo l’orecchio riesco a sentire ciò che raccontano
quelle antiche mura. Un volo leggero e mi poso sull’erba.
Ma sono
stanco, ho bisogno del mare. Torno a casa.
Questa volta porto con me un’emozione nuova.