Esperanto: la lingua del “dottore che spera”
Si
propone come strumento utile e non discriminatorio per
la comunicazione e la comprensione a livello internazionale: è l’esperanto,
la lingua “vivente” nata nel 1887 ad opera di Ludovico Lazzaro Zamenhof, un
medico polacco denominato il “dottore che spera”, dal quale, infatti, la
lingua prende il nome. Il suo scopo principale è quello di una
collaborazione e intercomprensione tra gli uomini, senza però sminuire o
sostituire le numerose lingue etniche e le differenze politiche e religiose
che caratterizzano i diversi paesi del mondo. Com’è strutturato l’esperanto
a livello di sintassi? Poiché si era dato l’obiettivo di utilizzare questa
lingua come mezzo per evolvere la comunicazione fra i popoli, Zamenhof
limitò la sua proposta iniziale ad una grammatica minimale e ad un lessico
modesto. L’esperanto nasce dalla comparazione di più lingue ed è basato su
regole semplici. Il suo alfabeto è composto di 23 consonanti e 5 vocali.
L’accento tonico cade sempre sulla penultima sillaba. Le lettere, ad
eccezione di qualcuna, sono per lo più di base dell’alfabeto occidentale. Le
regole grammaticali sono 16 ( più la dichiarazione dell’alfabeto,
considerata però regola 0) senza alcuna eccezione. Esse, il 26 luglio 1887,
furono pubblicate nell’”Unua libro” in lingua francese, inglese, russo,
tedesco e polacco, ma non in esperanto. Un lavoro interessante che è stato
fatto è la traduzione in questa lingua di diverse opere letterarie dei
generi più disparati alcuni dei quali anche dalla letteratura Italiana.
Alcuni esempi di libri che sono stati tradotti sono: la “Bibbia”, la “Divina
Commedia”, “I Promessi Sposi”, “Pinocchio, “I Malavoglia”, i racconti di
Guareschi, “Don Chisciotte” etc.. Ad oggi, secondo le ricerche del prof.
Sidney S. Culbert
dell’Università di Washington, 16 milioni di persone parlano l’esperanto a
“livello 3” di lingua straniera. Essa viene utilizzata da migliaia di persone
in tutto il mondo sia nei rapporti internazionali che in quelli
interpersonali diretti. L’esperanto viene ormai utilizzato anche per alcune
trasmissioni radiofoniche come Radio Vaticana, Radio Polonia e Radio
Pechino. In Italia, la Rai trasmette in esperanto su onde corte, via
satellite e via internet. Sono ormai diverse le organizzazioni che si sono
date l’obiettivo di diffondere l’esperanto. Tra quelle a carattere generale
troviamo: l’Associazione Universale di Esperanto (AUE) che è attiva su scala
mondiale e la sua sede principale è a Rotterdam; la Federazione Esperantista
Italiana (FEI
http://www.esperanto.it/html/index.htm) che coordina l’organizzazione
nazionale italiana e ha la sua sede a Milano. E' curioso sapere che la
comunità esperantista ha una sua bandiera, un suo inno (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/eo/3/36/LaEspero.mp3)
e organizza ogni anno oltre 100 conferenze e incontri internazionali in
esperanto, senza traduttori o interpreti, utilizzati solo ed esclusivamente
per introdurre i saluti delle autorità locali.
Rosanna Gattuso 25-1-2007