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Ippocampo: lo strumento del passato e del futuro

di Rosanna Gattuso

Immaginare il proprio futuro è un’impresa impossibile senza avere memoria del passato. Per questo motivo, un paziente affetto da amnesia è in difficoltà quando gli chiedete di “prevedere” il futuro. Eleanor Maguire, dell’University College di Londra, ha scoperto, grazie a delle ricerche svolte su 5 pazienti incapaci di ricordare alcunché del passato, che il tempo ha due dimensioni entrambe facce della stessa medaglia e legate esclusivamente dal presente. Maguire sostiene: “E’ sorprendente, mai nessuno prima aveva pensato di studiare la capacità di prevedere il futuro nei pazienti con amnesia”. I 5 soggetti presi in esame avevano avuto un’infezione che danneggiava il loro ippocampo, ovvero l’area del cervello cruciale per la formazione dei ricordi, quella che li smista e ne immagazzina dei frammenti, ma anche specializzata nel posizionare le esperienze in uno spazio coerente. Tramite la sua ricerca, Eleanor Maguire spiega che l’immaginazione di eventi futuri nei 5 pazienti manca di ogni coerenza. E’ formata da immagini frammentate in cui è assente ogni rappresentazione unitaria dell’ambiente. Fino a qualche tempo fa si pensava che solo la corteccia cerebrale avesse il ruolo privilegiato di “prevedere” il futuro, invece, secondo la ricerca di Maguire, l’ippocampo sembra avere una funzione ben più importante. “Esso supporta l’evocazione – spiega Maguire – di ogni tipo di immagine, sia nel passato che nel futuro. In questo senso, le persone che hanno subito un danno all’ippocampo sono costrette a vivere in un perenne presente”. Su “Proceeding of the national academy of sciences”, la stessa rivista che aveva parlato della ricerca di E. Maguire, un’équipe statunitense aveva pubblicato uno studio che, seguendo strade diverse, era giunta a conclusioni simili. In questa ricerca, i soggetti presi in considerazione erano completamente normali. I ricercatori avevano chiesto loro di ricordare, in momenti diversi, eventi passati e di immaginare situazioni future. Da questo si è notato che le aree del cervello messe in azione, in entrambi i casi, erano in gran parte sovrapponibili. Kathleen Mc Dermott, della Washington University, dice: “ I nostri risultati dimostrano che memoria e futuro sono strettamente legati, e ci aiutano a spiegare come mai fare previsioni è impossibile senza i ricordi del passato.

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Ultimo aggiornamento: 27-lug-2008

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