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Giulia Gonzaga e il movimento di riforma
Dal mito alla storia
di Antonio di Fazio

Edit. Caramanica, Marina di Minturno 2003, euro 10

L'autore, noto storico fondano, direttore della rivista Annali del Lazio Meridionale, si interessa della parte più importante ma anche la più trascurata dagli storici della vita di Giulia Gonzaga, signora di Fondi e Traetto dal momento del suo matrimonio, avvenuto nel 1526, con Vespasiano Colonna. Il saggio rappresenta un'assoluta novità nel panorama degli studi sulla riforma in Italia, in quanto approfondisce come nessuno ha mai fatto tanto il valore della predicazione valdesiana quanto il grado di coinvolgimento della signora di Fondi, che dopo i tracolli del suo dominio fondano (dove aveva animato una delle corti allora più celebrate) si rifugiò a Napoli dove intrecciò molteplici contatti col movimento riformatore, in particolare col Valdés e col Carnesecchi.
La novità è rappresentata non tanto dalla chiara dimostrazione dell'estraneità della Gonzaga al Protestantesimo, contrariamente a quanto invece sostenuto da diversi studiosi, fra i quali Benedetto Croce, ma dalla scoperta di una delle prime voci levatesi in Italia a reclamare con una certa forza la libertà di coscienza, e non solo quella religiosa in senso stretto.
Partendo da un notevole spunto dello stesso Benedetto Croce e attraverso la approfondita rilettura tanto del vasto carteggio che la contessa intrecciò con diversi personaggi (in particolare col Carnesecchi), quanto soprattutto del serrato dialogo fra Valdés e la Gonzaga trascritto nell' Alfabeto Cristiano, l'Autore dimostra che in particolare proprio la Gonzaga, nel rigettare ogni dogmatismo (anche quello presente nella dottrina valdesiana), tocca
già in quei tempi l'approdo della libera coscienza critica, intesa in senso già moderno, come prefigurazione, embrionale e timida quanto si vuole, della posizione che un giorno sarà codificata nella morale kantiana, quella che insegnerà che la morale ha valore autonomo, non risponde a condizionamenti esteriori, non obbedisce a norme eteronome.
E' un'interpretazione nuova e coraggiosa, che il prof. Di Fazio sa argomentare con chiarezza e documentare anche con ampio florilegio di pagine del carteggio e dell'Alfabeto Cristiano, e che non mancherà di sollevare una discussione.
Questa conquista, e una passione durata quasi trenta anni (dal 1535 fino alla morte), ci consegnano una Giulia Gonzaga di forte rilievo storico, ben più reale e corposa di quella signora di Fondi e della sua pur splendida corte - ma donna tutto sommato evanescente se le sue virtù erano solo la bellezza e la fedeltà al marito morto - consegnataci dalla tradizione oleografica.
Nel libro del prof. Di Fazio viene opportunamente analizzata anche la figura e la predicazione svolta dal Valdés, la cui azione nel panorama riformatore dell'epoca riceve finalmente chiara e probante sintesi.
Il libro è ben scritto, e il pregio letterario attenua e rende di agevole comprensione una materia così complessa. E' di questi giorni la notizia che il libro del Di Fazio è stato insignito del Premio Speciale di Merito al VI Concorso Internazionale di Narrativa e Saggistica "Antonio Sebastiani" detto il Minturno.

 
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Ultimo aggiornamento: 06-nov-2008

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