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La Diocesi di Fondi

Presentazione

Il Concilio di Trento ha rappresentato un momento decisivo per la trasformazione e l'adeguamento della Chiesa di Roma alle nuove realtà del mondo moderno, per la difesa dei principi fondamentali della fede stessa. E' stato la risposta al dilagante protestantesimo, che attraverso Lutero ed altri pensatori concorreva a minare alla base l'edificio spirituale di Roma.
La "nuova" Chiesa affrontava così un percorso irto di varie difficoltà perchè la parte più conservatrice del clero non era propensa a recepire con estrema facilità i nuovi indirizzi scaturiti dalle conclusioni dei padri conciliari. Una parte dei nuovi indirizzi approvati nel corso delle sedute avrebbe dovuto trovare attuazione attraverso l'opera dei vescovi.
Questa ricerca, dedicata appunto all'analisi della diocesi di Fondi nei secoli XVII-XIX, cioè ai tempi successivi al concilio di Trento, viene ad aggiungersi ad altri precedenti contributi dello stesso Autore su Fondi. In un certo senso viene a completare il quadro storico - religioso iniziato con il lavoro (insieme ad altri studiosi) sulla Visita pastorale di G.B. Comparini, vescovo di Fondi negli anni 1591 - 1616. Il Macaro esamina con cura le relationes ad limina dei vescovi fondani, che dal Comparini a G. V. Tortora (1792 - 1814) si sono succeduti sulla sede episcopale fondana. Con quest'ultimo vescovo si concludeva la storia della diocesi, soppressa nel 1818 a seguito del concordato di Terracina: storia che era iniziata alla fine del V Secolo, se non prima, e ricca di vicende interessanti per quell'episcopato da sempre soggetto alla Chiesa di Roma. Tra le tante vicende basterà annotare il conclave di Fondi del 1378 ed il successivo scisma d'Occidente, ai quali l'Autore ha dedicato una compiuta ricerca.
Ritornando al presente lavoro dobbiamo ricordare, in sintesi, il suo sviluppo. Iniziando dall'esame della riforma tridentina nel Regno di Napoli si passa poi alla sua attuazione nella diocesi di Fondi con il vescovo Comparini, definito un fedele «esecutore dei decreti tridentini». Il nome di questo presule resta ben definito nella storia di Fondi sia per la visita pastorale (1599) che per il sinodo diocesano (1605), del quale il Macaro ha trovato una rarissima copia a stampa nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Per il vescovo Comparini l'Autore si dilunga nell'esame delle iniziative per le chiese, per il culto, per il clero ecc., nonchè per ricordare l'istituzione del seminario - previsto  dal concilio - a Fondi, diversi anni prima (1596) di quello della contigua diocesi di Gaeta (1674).
L'Autore passa poi ad una esame analitico di ben nove relazioni delle visite ad limina di vescovi fondani, successivi al comparini. Questi documenti, pochissimo noti fino ad oggi, anzi alcuni inediti, ci permettono di sviluppare gli orizzonti della storia di Fondi nei secoli XVII-XIX perchè recano ampi apporti sull'andamento demografico (Fondi impoverita dalla palude e dalla malaria!), sulle realtà socio-economiche della diocesi, sulla consistenza del clero, delle parrocchie, ecc.
Nello studio di queste relazioni risalta la presenza di due presuli originari di Gaeta: Maurizio Rogano (1636 - 1640) e Giovanni Calcagni (1764 - 1775). Mentre nella diocesi di Gaeta i vescovi tra '500 e inizi '700 provenivano dal clero spagnolo - erano pertanto la diretta espressione del potere vicereale nel regno di Napoli, in pieno collegamento con Madrid - in quella di Fondi i presuli erano disegnati da Roma attraverso i sacerdoti italiani.
Il Macaro a conclusione del suo lavoro ritiene positivo per la diocesi di Fondi l'attuazione del concilio tridentino. I vescovi locali riuscirono a rendere partecipi il clero ed i fedeli; seppero superare le gravi difficoltà presenti nel territorio a confine con lo Stato della Chiesa: banditismo, strapotere baronale, povertà e analfabetismo.
Il contributo di Carlo Macaro nell'esame di un percorso storico di grande difficoltà - sia pure legato ad una piccola diocesi - riesce anche questa volta a raggiungere gli scopi prefissatisi perchè avvicina il passato al presente attraverso una prosa semplice, ma concreta; attraverso l'esame attento delle vicende sempre ancorate alle fonti.

Gaeta, 21 Ottobre 2003

Luigi Cardi
Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"

 

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