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Cenni sulla famiglia Caetani

La famiglia Caetani - il ramo di Fondi proveniva da quello di Anagni - fin dagli inizi risulta imparentata con i duchi di Napoli.

Ai tempi di Roffredo III (1270-1336), il nonno di Onorato I, la contea di Fondi comprendeva Monticelli - l’odierna Monte San Biagio -, Acquaviva, Lenola, Sperlonga, Itri, Maranola, Spigno, Traetto - oggi Minturno -, Scauri. Roffredo III era stato insignito dal papa Bonifacio VIII, suo parente, della carica di rettore su Campagna e Marittima.

Poichè Fondi era un paese circondato dalle paludi e, quindi, dall’aria malsana, il conte era stato costretto a stabilire la sua residenza a Traetto.

Il prosciugamento dei terreni paludosi, la ricostruzione della cinta muraria cittadina, la pavimentazione di alcune delle piazze principali di Fondi e la costruzione del castello (1319-1329) furono i lavori più importanti attuati da Roffredo III, sotto il quale Fondi divenne- e non solo dal punto di vista topografico- il centro dei suoi domini.

Il conte Nicola o Nicolò Caetani (1336-1348), il padre di Onorato I, lottò a lungo contro le vicine Gaeta e Terracina nel tentativo di integrarle alla propria contea. In un diploma si riferisce che, in seguito ad una spedizione contro Terracina, Nicola Caetani fece rinchiudere nel carcere della rocca di Fondi venticinque cittadini terracinesi che erano stati fatti prigionieri.

Fu sotto di lui che si stabilirono saldi rapporti con la regina di Napoli, Giovanna I. Contro di lui che faceva parte dei baroni ribelli, combattè Cola di Rienzo il quale per metterlo a tacere, ricorre perfino all’aiuto della Signoria di Firenze. In una lettera datata 27 agosto 1347 il tribuno definisce Nicola Caetani “planta nequissima”,aggiungendo che”con i suoi delitti e tradimenti ha macchiato in maniera molto vergognosa il nome di Bonifacio VIII e il paterno”.

Alla morte del padre Nicola (1348), Onorato I Caetani ereditò il titolo di conte di Fondi da minorenne: aveva appena 12 anni. Nei primi anni fu la mamma, Giovanna Orsini , a curarne gli interessi, e lo fece con avvedutezza, ma ben presto il Caetani si mostrò degno figlio di così valenti genitori.

Due interrogativi meritano di essere subito spiegati: chi era questo conte così potente da affrettare, agevolare e sostenere la causa dell’antipapa e dei suoi successori? E, soprattutto, perchè entrò nel partito degli acerrimi nemici di Urbano VI lui che era stato rettore su Campagna e Marittima sotto il precedente pontificato, e la cui famiglia era tradizionalmente legata da buoni rapporti con la Chiesa?

I territori soggetti al suo dominio si estendevano da Anagni, sede di rettorato fin dagli anni del secolo XII, al Garigliano, ed insistevano su una regione che oggi abbraccerebbe non poca parte delle provincie di Roma, Frosinone e Latina. Il limite-sud penetrava nel pieno del Regno di Napoli con la cui Regina, Giovanna I, Onorato I Caetani aveva rapporti di stretta amicizia e collaborazione.

L’epicentro dei suoi domini era Fondi. Il paese, risalito a floridezza economica già sotto  Roffredo III Caetani, per tradizione basava la sua economia soprattutto sull’agricoltura. Viveva del lavoro e dei proventi di questo comparto la grande maggioranza dei cittadini; l’attività agricola era favorita dalla fertilità del suolo-Fondi, com’è noto, è una pianura alluvionale- e dalla mitezza del clima.

Le principali colture erano quelle cerealicole e le ortofrutticole; rinomata anche la produzione vinicola e la olearia. Tra i mestieri tipici spiccavano i maceratori del lino e della canapa, i tintori: queste attività erano peculiari degli ebrei di Fondi. Numerosi i mugnai, i gestori di frantoi; molto praticate sia la caccia che la pesca.

Il “cuore” della contea del Caetani era situato in una posizione quanto mai strategica, a metà strada tra lo Stato pontificio e il Regno di Napoli. Fin dal 1352 i Caetani si videro riconfermata da parte dei regnanti napoletani l’investitura di Fondi, Itri, Traetto. Ottimi rapporti tra i conti di Fondi e il Regno di Napoli c’erano sempre stati, anche prima di Onorato I Caetani. Ne è testimonianza un documento nel quale, al padre Nicola, “conte di Fondi, ciambellano e fedele nostro familiare diletto”, viene affidata la giurisdizione criminale su tutti i singoli luoghi a lui soggetti, col mero e misto imperio.

Alcuni anni dopo, nel 1358, il Consiglio generale del Comune di Anagni deliberò in favore di Onorato I e del fratello Giacomo la signoria della città.  

C. Macaro

 
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Ultimo aggiornamento: 06-nov-2008

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