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Il fidanzamento

Una volta il fidanzamento si svolgeva così. L’uomo e la donna si conoscevano quasi sempre per strada o in chiesa, oppure per mezzo di parenti e di conoscenti. Si guardavano, se si piacevano si sorridevano. Di nascosto si scambiavano un garofano.

L’uomo prima della conoscenza andava sotto la finestra della fidanzata e con alcuni amici le portava la serenata. La donna se veramente gli voleva bene, apriva la finestra, l’uomo le gettava un mazzo di fiori. Lei lo prendeva e inviando un bacio sulla punta delle dita al futuro sposo, chiudeva la finestra.

Alcuni giorni dopo i genitori dell’uomo si recavano in casa della donna. Quì le famiglie si mettevano d’accordo sulla dote e stabilivano anche il tempo in cui i due si dovevano unire in matrimonio.

Si faceva una festicciola e si scambiavano i regali. I danarosi davano l’anello; i poveri si regalavano i fazzoletti. C’erano poi delle persone che facevano da mediatori tra l’uomo e la donna. Li chiamavano “ju ruffian” (mezzano). Se il mediatore combinava il matrimonio gli regalavano soldi o roba di casa.

                                                             Sergio Capasso

 

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