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Il fidanzamento nelle campagne

Nelle campagne, specialmente alle pendici dei monti, c’era una simpatica usanza.

Il giovanotto che aveva messo gli occhi addosso alla ragazza che gli piaceva, preparava un robusto ceppo ”ju cepp” lo adornava di fiori e la notte lo piantava davanti alla porta della capanna della “vajona” (signorina). Se la vajona levava i fiori, ci stava, altrimenti no.

Quelli che al mattino passavano vicino alla capanna e vedendo il ceppo, dicevano: “cchell è an’ceppunata” (quella è stata scelta). Nessun altro giovanotto osava mettere il ceppo davanti a quella capanna.

Nel paese il periodo del fidanzamento era dopo i morti all’Immacolata. Le donne uscivano la sera per andare in chiesa alla novena o alla predica.

Il giovanotto che aveva puntato sulla “vajiona” che gli piaceva, all’uscita della chiesa la seguiva e le gettava sulla spalla, una ghianda alla volta sino a quando la “vajiona”non si girava. I due si guardavano per un attimo. Se a lei, lui piaceva, gli faceva capire con lo sguardo che ci stava. L’altro periodo era quello della Quaresima perchè la sera c’erano i sacri riti.

                                                              Elisabetta Carnevale

 

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