A Vetruvio gorgoglia la sorgente
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a Sandro Saviola
La tua, Sandro, penna a sfera
tace
e la memoria il tempo invola,
a me rende i primi versi l’onda
mentre sale dal mare la luna.
A vetruvio gorgoglia la sorgente
Tinta d’azzurro striato di sole;
s’incupisce nella notte nebbiosa
l’erba, le piante si snodano al vento.
A San Magno, l’arancio sovrano,
è bosco verde d’inverno e sfida il gelo.
Volano a stormi gli uccelli alla Rocca,
sull’orizzonte ci unisce il pensiero.
A Capo d’acqua battelli di falasco,
di crescione disegnano meandri.
Nelle notti di luna sulla quiete
delle foglie vorrei restare.
Ti vidi al sole vicino al Castello.
- Sto per andare, amico, - mi dicesti.
- Non posso restare, il giorno s’abbruna;
all’infinito in cerca andrò di luce -.
Nel silenzio delle stelle sei partito;
dell’esequie, i lamenti, i pianti hai eluso,
nel giorno in cui cingono tempie le donne
con mimose ed inneggiano alla vita.
Dario Lo Sordo
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