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Fondi: Etrusca o Greca? Delimitazioni

L’impianto urbano sembra corrispondere alla lettera ai canoni dell’arte etrusca di fondare una città: l’orientamento est-ovest del decumano; e nord-sud dei cardini; cioè seguendo il corso del sole (il decumano) e il nord e il sud i cardini “a mundi secundun poli axe”

Inoltre le città etrusche sorgevano spesso alla confluenza dei corsi d’acqua ed avevano la pianta quadrangolare regolarmente suddivisa.

A Fondi i due corsi d’acqua scorrevano uno dalla sorgente di Petrulo, via Lucrezio, via V. Vacco, Corso A. Claudio, “Canalelli” Acquachiara, lago.

Un altro partiva dalle attuali terme romane, cioè piazza Unità d’Italia, via G. Conzaga, porta Vescovo, attuale via Appia, “Canalelli”, Acquachiara....

C’era dunque un’ isola  sulla quale sorse il primo nucleo della città di fondi.

Gli Etruschi regolarono i due corsi d’acqua, servendo i vari quartieri con fontane pubbliche a caduta naturale, per le necessità quotidiane domestiche.

Le acque di rifiuto venivano scaricate direttamente in strada che fungeva così da fogna a cielo aperto.

Queste acque venivano convogliate tutte nel collettore principale, cioe` l’attuale Corso A. Claudio. Ancora oggi nelle giornate di intensa pioggia possiamo assistere allo spettacolo delle acque che si riversano nel Corso che a sua volta le convoglia giù a Porta Roma cioè ai “Canalelli”.

Se volessimo tracciare il perimetro di questo insediamento potremmo dire, con una certa attendibilità, che esso era molto più piccolo dell’attuale e correva lungo le vie Cavour, corsi D. Alighieri, via Manzoni, via Osci e via dei Volsci, viale Regina Margherita, via G. Conzaga.

In questo perimetro possiamo trovare gli altri elementi che caratterizzano la città etrusca: il mundus, il punto in cui sorge l’attuale obelisco su una base quadrata, in piazza S. Maria; i rituali tre templi: a Giunone, la chiesa di S. Maria stessa che sorge su un alto podio, proprio dei templi tuscanici o etruschi, con l’entrata volta a sud per una migliore osservazione delle stelle e dei moti celesti necessari per l’arte divinatoria in cui gli Etruschi eccelsero; il tempio di Minerva, l’attuale chiesa di S. Domenico; il tempio di Giove , l’attuale chiesa di S. Pietro.

Queste due, a differenza di S. Maria, sono periferiche e rivolte a nord, segno dello sviluppo del nucleo primitivo da nord a sud e quindi sono posteriori a S. Maria stessa.

A questo punto ci verrebbe da pensare che addirittura un primo insediamento non oltrepassasse l’attuale corso A. Claudio, in cui scendevano le acque della sorgente termale di piazza Unità d’Italia.

Ma, più spassionatamente, si potrebbe avanzare l’ipotesi che il primo nucleo, che adesso dubitiamo a chiamare etrusco, fosse compreso tra la via Conclave-piazza Matteotti, il Corso e via Manzoni.

Questo nucleo è Ausonico? Volsco? Che cosa?

E. Quadrino

 
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