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Storia dell'educazione a Fondi dal 1900 ai nostri giorni

Prefazione
di Lucio Biasillo


A dieci anni dalla pubblicazione del lavoro Fondi. Storia della scuola dal 1400 al 1993 il prof. Francesco Grossi propone, in una ideale continuità, questo nuovo testo impegnandosi in un duplice, pregevole approfondimento: la funzione ed il ruolo della scuola elementare e secondaria di primo e secondo grado nella crescita della nostra comunità; il rapporto scuola-società (tema particolarmente caro all'autore, da sempre attento e critico osservatore delle molteplici e significative iniziative culturali che nel nostro paese sono affidate ad una miriade di associazioni note e meno note). Non siamo di fronte ad una semplice elencazione di fatti, avvenimenti ed iniziative. La descrizione si snoda in un arco di tempo particolarmente significativo e testimonia come la nostra città, attraverso le istituzioni, le associazioni culturali, l'iniziativa di singoli, abbia espresso nell'impegno culturale una creatività che, nonostante tutte le difficoltà, ha saputo pur sempre confermare la propria originale attenzione alla cultura nelle sue diverse e molteplici manifestazioni.
Per la complessità e la varietà degli argomenti trattati, il testo parrebbe destinato ad un pubblico "colto" e per questo dovrebbe poi risultare inaccessibile ai non addetti ai lavori. Cosi` non è. Da buon "Maestro" di scuola elementare il prof. Grossi sa calibrare con perizia le notizie e filtrarle con maestria cosicché la memoria del passato diventa storia e; dunque, patrimonio di tutti.
"Dentro di me si svolge un processo d'organizzazione o di mutua compenetrazione dei fatti di coscienza che costituisce la vera durata". Cosi` si esprime H. Bergson nel suo Saggio sui dati immediati dell'esperienza a proposito del tempo. L'autore sembra richiamarsi a questa indicazione in tutto il suo lavoro; per questo, al di la` delle "mode" e dei tradizionali orientamenti storiografici, propone un approccio ai fatti svincolandosi intenzionalmente da ogni impegno interpretativo e/o di "giudizio" personale.
La " coscienza" del lettore "coglie immediatamente il tempo ecome durata vuole dire che l'io vive il presente con la memoria del passato e l'anticipazione del futuro. Cosi "il nostro passato ci segue e s'ingrossa senza posa col presente che raccoglie lungo la strada" come un "gomitolo di filo che cresce conservando se stesso nella vita della coscienza". Per questo bisogna far tesoro di questo testo, del passato e del presente che in esso l'autore rappresenta come possibilità per la "coscienza individuale e col proiettarsi con consapevolezza verso il futuro.
Un impegno che non puo` mancare perché questa consapevolezza e` la fondamentale rappresentazione della nostra libertà.

 

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