La collaborazione
tra il “salotto culturale fondano” che fa capo al sito internet
“www.laportella.net” ha dato i suoi frutti ed i resti del monastero di
S. Angelo del Pesclo di Fondi uscirà dall’ambito storico più
strettamente locale per immettersi in quello degli studi specialistici
nella speranza che possa ottenere un rinnovato successo.
Infatti, era stato
istituito un apposito Comitato Nazionale per la individuazione e la
collazione di tutta l’attività ricollegabile all’opera del monaco
calabrese Gioacchino da Fiore.
Ne sono scaturiti i
due volumi dello “Atlante delle fondazioni Florensi”, in cui è riportato
anche il monastero di Sant’Angelo del Pesclo di Fondi, che sono stati
ultimati nel mese di luglio scorso; la loro pubblicazione è prevista tra
i prossimi mesi di novembre-dicembre.
L’opera, come detto,
si compone di due volumi: il primo è curato da Pasquale Lopetrone (288
pag. che contengono schede, iconografia e storia) che ha avuto anche
l’incarico di coordinatore editoriale, il secondo è curato da Valeria De
Fraja (480 pag. di documenti dal 1191 al 1266) ad essi era affidato il
compito di redigere l'opera e di collaborare e lavorare in stretto
contatto.
Il lavoro, nel mese
di settembre è stato visionato, in prestampa digitale, dal Comitato
Nazionale che ne ha elogiato l'impostazione e la qualità dando il
proprio assenso alla stampa.
A tal proposito
l’arch. Lopetrone ci ha dichiarato: “Lo spazio che sono riuscito a
strappare al Comitato Nazionale e il taglio della mia introduzione
titolata "Sulle tracce dei Florensi" non mi ha permesso di raccontare la
vicenda completa della localizzazione di S. Angelo del Pesclo, tuttavia
dalle poche parole si intuisce il ruolo fondamentale avuto da Albino
Cece e Antonio Masella nella individuazione del sito monastico fondano”.
Il ricercatore
Albino Cece ha infine dichiarato che la lettura degli antichi documenti
che saranno pubblicati nello “Atlante delle fondazioni Florensi” e per
lo più inediti finora, porteranno nuova luce sull’attività svolta
dall’ordine florense e da quello cistercense almeno nell’ambito del
Lazio Meridionale rivalutando ancora una volta il percorso della Via
Appia e il ruolo centrale di Fondi nell’itinerario dell’assestamento
della religione cristiana nell’area compresa nel triangolo tra Terracina,
Gaeta e Montecassino.
Inoltre il Cece
mette in rilievo la particolare posizione in cui è stato edificato il
monastero fondano di S. Angelo del Pesclo: sotto un’enorme rupe che lo
sovrasta e simile ad un drago che cerca di addentare la chiesa;
simbolismo della lotta tra angeli e demoni riscontrabile in altri simili
edifici diffusi lungo l’Appia; la tradizione del Volo dell’Angelo che,
pare, fino all’ottocento era tradizione celebrare da parte dei cittadini
fondani. Infine il Cece mette in evidenza la presenza di due sentieri
processionali partenti l’uno da Monte San Biagio e l’altro da Fondi e
che si incontravano proprio davanti al complesso monastico: simbolismo
di un momento di pace e fraternità in occasione di particolari eventi
religiosi.