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Fondazione di Sant'Angelo

Scrive Gregorio Penco1 O. S. B.: "Lungo tutto il secolo XII le fondazioni si accrebbero in misura imprevedibile: alcuni monasteri contavano diverse centinaia di monaci. San Bernardo, da solo, fondò o riformò sessantasei monasteri. La straordinaria fecondità della corrente cistercense, oltre che nell'attività agricola, ebbe modo di esplicarsi specialmente nel campo della spiritualità, in cui all'elemento oggettivo della precedente tradizione benedettina si aggiungeva una più attenta considerazione degli aspetti soggettivi, dei riecheggiamenti interiori, delle vibrazioni dell'anima di fronte ai misteri della fede. Alla corrente di Cîteaux (Cistercense) appartiene anche la singolare figura di Gioacchino da Fiore († 1202), che diede vita alla congregazione cistercense "florense". La sua importanza storico-dottrinale consiste nell'aver dato voce a quelle attese escatologiche che erano diffuse nella società contemporanea, sostenendo che dopo l'età del Padre e quella del Figlio, il processo della storia avrebbe condotto all'avvento dell'età dello Spirito Santo, l'età dei monaci e dei contemplativi".
Sant'Angelo del Pesclo di Fondi, quindi, il 17 Giugno 1234, data della Bolla rilasciata a Rieti con la quale il Pontefice Gregorio IX incarica il Vescovo di Fondi di riformare il monastero di S. Angelo di Pesco secondo l'ordine florense, era già, forse in parte, un luogo sacro attivo.
Data la particolarità del luogo, esso non poteva che essere una dipendenza della più importante abbazia di San Magno e, secondo la considerazione di Mario Forte, doveva essere stato fondato in epoca longobarda.
Con molta probabilità il sito non rivestiva più un interesse prevalente per l'abate di San Magno e questo l'Ordine Florense avrebbe potuto saperlo per la frequentazione della vicina abbazia di Fossanova.
Il monastero fondano veniva quindi affiliato al maggior centro florense di Anagni della Badia di S. Maria della Gloria.
Ci è difficile, se non impossibile oggi, seguire le vicende di Sant'Angelo del Pesclo fino all'epoca del suo progressivo abbandono che riteniamo sia incominciato in concomitanza con la chiusura della badia anagnina della Gloria avvenuta nel 1447.
Il percorso temporale del monastero di sant'Angelo del Peschio può essere individuato nelle date seguenti:
1. fondazione in epoca longobarda;
2. associazione all'abbazia di San Magno di Fondi almeno fino all'anno 979;
3. successivo periodo di decadenza;
4. ripristino del luogo monastico a cura dell'ordine Florense dal 1234;
5. abbandono definitivo del sito monastico forse nel 1447 con la chiusura della Badia della Gloria di Anagni dalla quale dipendeva il monastero fondano.
Dal punto di vista religioso, la presenza dei monaci gioachimiti a Fondi, avrà certamente contribuito alla diffusione nella città delle dottrine "pre-riformatrici" predicate da Gioacchino da Fiore e poi, in parte, condannate dalla chiesa romana.
L'autore si domanda se questo fatto nuovo nella storia fondana non possa in qualche modo aver influito, in tempi successivi, anche sul comportamento della signora della città, Giulia Gonzaga.



1 Gli ordini religiosi, Nardini Editore; riportato in: http://www.ora-et-labora.net/penco2.html
 

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Ultimo aggiornamento: 24-giu-2008

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