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Genesi di una scoperta
Il 28 aprile 2006, l'arch. Pasquale
Lopetrone scriveva una e-mail a Fernando Seconnino che la girava allo
scrivente: "Oggetto: S. Angelo di Pescalo - S. Maria di Tre Ponti.
Sto cercando notizie riguardo la localizzazione della chiesa titolata S.
Angelo di Pescalo, che dovrebbe o dovevasi trovare nel territorio di
Fondi.
Detta chiesa, insieme a S. Maria di Tre Ponti o Treponti, dipendevano
dall'abbazia della Gloria di Anagni fondata da Gregorio IX e concessa ai
Florensi di S. Giovanni in Fiore (CS), seguaci di Gioacchino da Fiore.
Le sono molto grato se lei mi fornisse qualche notizia in merito a detti
argomenti, riguardo l'eventuale localizzazione delle due chiese, che devo
pubblicare nell'atlante delle fondazioni florensi. Cordialmente. Pasquale
Arch. Lopetrone".
Lo stesso giorno, colla solita posta elettronica, ad una richiesta di
maggiori dettagli il Lopetrone scriveva: " "Caro Fernando, io mi riferisco
proprio a Fondi (LT). Io sono stato incaricato a compilare "l'Atlante
delle fondazioni florensi d'Europa" dal Comitato Nazionale per l'VIII
Centenario della Morte di Gioacchino da Fiore.
Questo volume, che comprende una ottantina di filiazioni, sparse per lo
più in Italia, ma anche in Inghilterra e in Irlanda, dovrà documentare
anche le filiazioni del Lazio Meridionale che facevano capo a due
importanti monasteri, il primo dei quali si chiama S. Maria della Gloria
in Anagni; tra le dipendenze di questo monastero figura la chiesa di S.
Angelo di Pescalo (in Diocesi di Fondi) e la chiesa di S. Maria di
Treponti.
Riguardo S. Angelo dovrebbe ricadere nell'antica diocesi di Fondi, ma io
non conosco l'estensione di questa antica diocesi, visto che ora è
accorpata o appartiene alla diocesi di Gaeta.
Riguardo S. Maria di Treponti non sono sicuro se il luogo coincide con i
Tre Ponti di Fondi o con "Tortreponti" prossimo a Latina.
E' certo che le due chiese ricadevano nella cosiddetta "Marittima" del
Lazio, ma non so quanta parte del territorio antico di Fondi ricadesse
nella cosiddetta "Marittima".
Il secondo si chiama S. Angelo di Monte Mirteto presso Norma (LT): le
dipendenze di questo secondo monastero sono tutte ubicate tra Cori (LT),
Norma (LT), Ninfa (LT), Sermoneta (LT) e Latina e sono state individuate
con puntualità.
Le uniche chiese ancora da individuare sono: S. Angelo de Pescalo e S.
Maria di Treponti.
Questo è quanto posso dire in breve.
Saluti. Pasquale Lopetrone di S. Giovanni in Fiore (CS) - la città
dell'Abate Gioacchino da Fiore, citato da Dante nel Paradiso: "e lucemi da
lato, / il calabrese abate Gioacchino, / di spirito profetico dotato".
In effetti il nome citato dal Lopetrone non si riferiva a nessun luogo
fondano conosciuto per cui il 29 aprile scrissi a Fernando (che costituiva
il tramite con l'architetto): "Carissimo Fernando, ho cercato di
sciogliere il nome di Pescalo in Peschi o Pescolle per cui potremmo avere
la seguente disponibilità. Ma di "Pescalo" proprio non riesco a trovare
tracce. Bisognerebbe vedere il documento originale dal quale l'arch.
Lopetrone ha tratto la notizia per poter considerare se "peschi" (rupe) e
derivati sono termini riportati in modo omogeneo oppure no.
Santo Angelo del Peschio
Il "Sant'Angelo di Pescalo" potrebbe essere quello di Sant'Angelo di
Pescolle o del Peschio di cui si ha memoria per le sue proprietà
nell'odierno Monte San Biagio confinante con Fondi (LT). Tuttora esiste un
Monte Sant'Arcangelo.
Trovo segnato nelle ricerche da me fatte per uno studio sulla
toponomastica aurunca, ancora inedita, i seguenti riferimenti che
riguardano appunto le proprietà di S. Angelo del Peschio. Se lo
scioglimento è esatto, possiamo continuare la ricerca in qualche modo.
Pescolle
Il toponimo deriva da pesco, peschio, pesclum dei documenti medievali (CDC,
e C.D.Cav. passim; anche pessulum in Ducange), col significato di pietra,
sasso; vocabolo largamente diffuso nella toponomastica italiana anche in
nomi di comuni (Pescolanciano, Pescopagano, ecc.). Si trasforma in cesco,
ciesco nella regione del basso Garigliano (Minturno, Castelforte, Spigno,
Maranola, Sessa, Carinola).
Il termine pesco è attestato nell'onomastica moderna della Marsica e in
quella dell'Italia centro-meridionale. Ricorda la parola osca pestlum e
umbra persclo, pesco e significa "sacrificio, cerimonia sacra". Ma, per
estensione, anche, "rupe", perché proprio sulle alture rupestri i pagani
facevano sacrificio agli dei.
Monte San Biagio:
Peschio: La Montagna di S. Angelo del Peschio e Vallemegna: "sino alle
radici della Vecchia di moggia approssimative 406 con querce e macchie,
suscettibile di solo pascolo".
Il 1 maggio 2006 l'arch. Lopetrone scriveva: "Gentilissimo Fernando,
innanzitutto ti ringrazio per quello che stai facendo tu e i tuoi amici.
Credo che siamo sulla buona strada.
Pertanto introduco nuovi elementi a chiarimento rispetto a quanto reso
prima: In una Bolla del Pontefice Gregorio IX, rilasciata a Rieti il 17
Giugno 1234 sta scritto che il Papa incarica il Vescovo di Fondi (LT) di
riformare il monastero di S. Angelo di Pesco secondo l'ordine florense.
Detto richiamo documentale è inserito in: P. Francesco Russo, Regesto
Vaticano per la Calabria, n. 772. P. Francesco Russo riassume il
documento, non restituendolo per intero ecco le difficoltà.
Tuttavia devo riconoscere che l'amico Albino Cece, restituisce nella frase
sotto riportata in blu, una indicazione estremamente significativa:
Monte San Biagio:
Peschio: La Montagna di S. Angelo del Peschio e Vallemegna: "sino alle
radici della Vecchia di moggia approssimative 406 con querce e macchie,
suscettibile di solo pascolo".
Penso che i luoghi contenuti in questa frase "S. Angelo" e "Vecchia" sono
proprio quelli visibili nella cartina allegata, da cui si evidenzia
altresì, sulla cima di S. Angelo un rudere di una chiesa o monastero. Il
rudere nella simbologia geografica è indicato con quattro puntini, posti
ai vertici di un ideale quadratino, la chiesa con la croce. Nella cartina
si vedono i quattro puntini con la croce.
Ho poi messo in parallelo la cartina con una foto aerea e, con sorpresa,
ho scoperto che sul monte S. Angelo vi sono ancora molti ruderi, imponenti
e importanti.
Ora chiederei ad Albino Cece da dove ha attinto quella frase
significativa, che ritengo risolutiva del problema, in quanto il titolo
della chiesa/monastero non è univoco: alcuni scrivono S. Angelo di
Pescalo, altri S. Angelo di Pesco, ora anche S. Angelo di Peschio che, in
definitiva, io ritengo sia la stessa fondazione religiosa chiamata in tre
modi diversi.
A Fernando Seconnino voglio infine segnalare che dalla cartina sembra che
i ruderi di S. Angelo ricadono ancora sul territorio di Fondi, sebbene il
limite del comune di Monte S. Biagio passa al suo fianco.
Su questo dato, altresì importante, credo voi potete approfondire presso
qualche vostro amico o magari al comune di Fondi.
Per me questa è una scoperta, penso lo sia anche per voi. Grazie di tutto
e stiamo in contatto".
La frase che aveva fatto scattare la localizzazione di Sant'Angelo del
Pesclo era stata da me tratta dal volume: DARIO LO SORDO, Pel comune di
Monte San Biagio contro il sig. Francesco Lazzaro, Banca Popolare di
Fondi, Confrontographic, Fondi, 1991, pag. 10.
Nel frattempo mi ero ricordato del volume curato dal monaco Dell'Omo ed
edito da Montecassino.
Scattava quindi l'intervento ricognitivo e fotografico del buon
"camminatore e fotografo" Antonio Masella di Itri, particolarmente attivo
in questo settore di ricerche e già impegnato alla localizzazione di
importanti siti montani nel contermine territorio di Itri.
L'arch. Lopetrone aveva la possibilità di redigere una scheda precisa
dell'edificio chiesastico fondano completa di fotografie a colori
all'attualità.
La storia non finisce qui perché dobbiamo conoscere qualche notizia
sull'Ordine monastico fondato da Gioacchino da Fiore e sulla Badia della
Gloria di Anagni per giungere, infine a mettere in risalto la grande
importanza rivestita attualmente dai resti di questo monastero florense.
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