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Premessa

Una scheda stringata, ma ricca di fonti originali e riferimenti bibliografici, ci presenta il monaco cassinese Mariano dell'Omo1 sul dimenticato luogo sacro montano di Fondi denominato S. Angelo del Pesclo (S. Angelo. B. Angeli Michaelis, S. Angeli, S. Arcangelu), una chiesa e monastero situato "a nord-ovest di S. Magno di Fondi (IGM F. 159 II SE).
La chiesa con il monastero di S. Angelo è indicata in una concessione di terre dell'anno 979, fatta da Marino e Giovanni, consoli di Fondi e Gaeta, al monastero di S. Magno, del quale essa appare come una dipendenza2. Il monastero "qui vocatur sanctu Archangelu" è inoltre compreso tra i beni donati da Littefrida duca di Fondi all'abbazia cassinese nel 1072-733. I ruderi della chiesa localizzata sulla montagna di S. Angelo del Peschio4 sembrano appartenere al nostro monastero, più specificamente a quell'insediamento monastico chiamato "S. Angeli de Pesclo" - finora per quanto mi consta non localizzato - , il quale fu unito il 15 giugno 1234 da papa Gregorio IX a quello florense di S. Maria della Gloria presso Anagni. Nella stessa data infatti il pontefice raccomandava ad un ignoto vescovo di Fondi di permettere l'introduzione dell'osservanza florense in quel monastero".
Di Sant'Angelo del Pesclo, quindi, si era perduta la localizzazione anche per il monaco cassinese Dell'Omo.
La localizzazione di questo edificio chiesastico si deve oggi al sito Internet www.laportella.net gestito dai fondani Fernando Seconnino (residente in Australia) ed Antonio Marzano, che sullo stimolo dell'arch. Pasquale Lopetrone da S. Giovanni in Fiore della Soprintendenza B.A.P. per la Calabria, si avvalevano delle ricerche archivistiche dello scrivente coadiuvato, per la fotografia e le ricerche sul campo, dall'itrano Antonio Masella.
Sono così balzati prepotentemente alla ribalta i resti, peraltro ancora recuperabili, di questo antico insediamento monastico, chiesa e monastero, situato nel territorio montano di Fondi, ad una mezz'ora di marcia a piedi al disopra della Valle dei Martiri.
Finora nessun storico locale, a quanto ci risulta, ha mai portato alla luce la dipendenza di questo sito monastico dall'Ordine Florense, fondato da Gioacchino da Fiore, anche se solo il Dell'Omo ne ha certificato la dipendenza dall'Abbazia della Gloria di Anagni.

1 MARIANO DELL'OMO, Insediamenti monastici a Gaeta e nell'attuale diocesi, Montecassino, 1995, pp. 57-58.
2 Cf. CDC I, n. 74, p. 137; LECCISOTTI, Regesti, II, p. 75, n. 43. Nella formula protocollare di indirizzo si legge infatti: "Deo propiziante rectoribus hac dispensatoribus beati venerandique cenovii Sancti Magni quam et beati Angeli Michaelis Iohannes venerabilis abbas ciusque posteris successoribus".
3 Cf. CDC II, n. 248, p. 115: "in terra Fundana, idest de ipsa suprascripta civitate que dicitur Fundi et da Aquaviba castello et de castello de Valledecursa et da castello de Ambrise et de ipso castello de Pastina et de ipso castello qui dicitur Ynola et de ipso castello de Campu de Melle et de ipso castello qui dicitur Vetera et de ipsa Piscara".
4 Cf. SVTFD (sta per: Sacra Visitatio totius Fundanae Dioecesis ab Ill.mo et R.mo Episcopo Joanne Bap.ta Comparini peracta, anno 1599, a cura di Dario Lo Sordo, Carlo Macaro, Giovanni Pesiri, Parte I e II, Prefazione di Luigi Mancini, Caramanica, Marina di Minturno 1983) , I, p. 290 nota 103; l'editore di questa parte della Visita pastorale della diocesi di Fondi risalente al 1599 (Lo Sordo), nel localizzare i resti della chiesa si limita ad identificarla con quella della donazione datata il 979.

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Ultimo aggiornamento: 24-giu-2008

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